A mente fredda: «chi ha votato ha votato».
Chi ne ha
raccolti di più ha vinto, chi di meno ha vinto lo stesso oppure ha
perso per colpa di altri. Che strana cosa...
La corsa all'«acchiappaggio» delle
fulgide regioni italiote non ha entusiasmato gli elettori: 64,21%
contro il 72,01% della scorsa tornata. Senza fare i precisini,
giacché pare la serva sia pure lei senza lavoro e non fa più i
conti se deve farli gratis, da un non votante su quattro si è
passati ad uno su tre, salendo dal 25% al 33%.
Se il non-voto contasse come una
preferenza direi che anche «noi» astensionisti abbiamo vinto...
come tutti gli altri...!!!
Purtroppo al «gioco della poltrona»
bisogna indicare l'aspirante candidato quindi, visto che non ce
l'abbiamo, per noi niente gioco... e niente poltrona.
Trattasi
quindi di vittoria di Pirro?
Nella forma sì ma non nella
sostanza.
Un italiota su tre, che si traduce in milionate di
persone e non in un paio di vacanzieri isolati, ha testimoniato la
personale disaffezione/non-fiducia nei riguardi della classe
politica. Tutta. C'è da riflettere...
Passiamo agli schieramenti: come dicevo
in testa, hanno vinto tutti!!!
Il centro-sinistra si presentava con in
dote undici regioni su tredici. Gliene sono rimaste sette contro sei
del centro-destra che ne ha strappate ben quattro ai concorrenti:
Piemonte, Lazio, Campania, Calabria.
Bersani, leader del PD, ha dichiarato:
«non è stata una sconfitta». Esatto! È molto peggio. L'unico
risultato confortante è la riconferma di Nichi Vendola in Puglia.
«Quelli di» Beppe Grillo hanno fatto
molto meglio, piazzandosi dietro PD e PDL ma spesso e volentieri
davanti a Lega Nord e IDV. Loro sì, hanno vinto conquistando al
primo colpo qualche seggio che gli permetterà di farci vedere di che
pasta son fatti.
Al PDL finiscono tutte le province in
gioco. Viterbo, Imperia, Caserta e, ovviamente, L'Aquila. Silvio ha
messo mano tra rifiuti e macerie facendosi campagna elettorale
anticipatamente e a spese dello Stato. Diamogli atto di possedere
qualità che superano quelle dei dirimpettai oppositori, branco di
litigiosi pronti a tutto pur di farsi le scarpe a vicenda. Si sono
bruciati un governo, Prodi, Veltroni, Franceschini ed il «povero»
Bersani è già sgradito a Di Pietro in caso di alleanza «seria»
con IDV.
Per il Piemonte, a Torino è saltata
pure l'uscente Mercedes Bresso: si dice per colpa dei «grilli di
Grillo» che le hanno sottratto voti. Zero scuse: fosse stata
all'altezza sarebbe stata riconfermata com'è accaduto a Formigoni,
quarta volta consecutiva in cima – ahimè - alla Regione
Lombardia.
Presi singolarmente, i pezzi grossi
della maggioranza non valgono granché: Castelli non è diventato
sindaco della «sua» Lecco così come Brunetta non lo è diventato
di Venezia, fallendo il secondo tentativo dopo quello del 2000. Il
«castigatore» della Pubblica Amministrazione è stato quindi
castigato!
Seccato, per Brunetta la colpa è
di quelli della Lega Nord per il mancato sostegno. Tuttavia pare che
siano stati Bertolaso e la Protezione Civile a manifestare fortissime
perplessità sull'eventuale tenuta del ministro, non garantendo sulla
sua incolumità in condizioni «seppur minime di acqua alta» nella
laguna, dove ostentare spessore e carisma del tutto opinabili servono
a ben poco se concretamente non si è e “non si ha” l'altezza...
C'è poco da scherzare invece in casa
della coppia radicale Pannella-Bonino, dove il canto del cigno si è
consumato tanto, tanto tempo fa. L'esito dell'urna è chiaro: meglio
sparire ora, tardi ma con dignità, piuttosto che fare la fine di
Bertinotti.
Io? Il voto è segreto...
Non ho votato perché nei fatti,
nessuno mi rappresenta. Ciò nonostante non ho nemmeno spedito
minacce e proiettili in busta a chicchessia...
Allo stato attuale, dal diritto/dovere
di voto prendo le distanze, almeno fino a quando non si riconoscerà
nell'astensionismo una scelta civile, espressione di volontà chiara
e soprattutto consapevole.
In chiave futura, l'attuale risultato
di un astensione ogni due votanti, mi auguro diventi il segnale più
forte ed allarmante per la classe dirigente...
Abbiamo scelto la via del silenzio...
ma ricordate: il silenzio è d'oro e più fragoroso di qualsiasi
rumore.